dal 21 maggio al 23 ottobre 2005 

Onore al merito

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Onorificenze e commemorazioni nella Prima guerra mondiale

dal 21 maggio al 23 ottobre 2005

La mostra, curata da Alberto Lembo, presenta in modo sintetico e organico il sistema delle decorazioni e delle onorificenze adottato dagli stati partecipanti alla Grande Guerra, illustrandone i significati, la funzione e l’efficacia. Tra i numerosi materiali esposti, figura come particolarmente rappresentativo il medagliere del generale Luigi Cadorna, le cui onorificenze rispecchiano l’intera carta politica d’Europa. La mostra, curata da Alberto Lembo, è stata realizzata dal Museo della Guerra sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Da sempre il coraggio e la fedeltà sono considerate tra le prime qualità di un combattente. La decorazione rappresenta l’attestato di esemplare condotta militare e uno strumento di distinzione sociale, al fine di alimentare nei soldati la disponibilità ad affrontare azioni di particolare audacia e pericolo.

La Prima guerra mondiale rivoluzionò la strategia e la tattica del combattimento e forzò il sistema dei riconoscimenti al valore e al merito. Come misurare il valore e il merito in una guerra nella quale, per effetto delle nuove armi, il paradossale livellamento democratico dei soldati nelle trincee si tradusse in dieci milioni di morti? Nell’esercito tedesco vennero distribuite cinque milioni di croci di ferro, mentre ogni soldato austro-ungarico che avesse affrontato per 3 mesi il combattimento ottenne il conferimento della Karltruppenkreuz. Era la presa d’atto di una guerra combattuta in condizioni estreme, nella quale la pura sopravvivenza richiedeva una tempra insospettata, un “valore” degno di encomio. Riconoscere in modo così capillare il valore del singolo soldato significò, nella logica della guerra di massa, lo stravolgimento di ogni precedente scala qualitativa e quantitativa del “valore”.