dal 27 novembre 2005 al 28 maggio 2006 

La donna del soldato

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L’immagine della donna nella cartolina italiana

dal 27 novembre 2005 al 28 maggio 2006

Per tutto il Novecento la cartolina illustrata ha trasportato messaggi e veicolato immagini rivelatrici di luoghi comuni, costumi e culture. Dalla guerra di Libia alla Seconda guerra mondiale la cartolina ha offerto l’immagine della donna a milioni di sguardi, soprattutto maschili. La mostra propone un universo di figure ingenue o maliziose, dolenti o ammiccanti, dietro le quali ritroviamo l’ombra di tante vicende storiche del secolo scorso. In mostra sono esposte circa 700 cartoline, per lo più italiane. Tutti i pezzi esposti appartengono alla collezione di Enrico Sturani, curatore della mostra. Il periodo considerato va dalla fine ‘800 agli anni ’70 del ‘900. Il nucleo più consistente è formato dalle cartoline della Prima guerra mondiale. Completano l’esposizione alcuni abiti ed accessori femminili anni ’20, di proprietà del Museo della donna “Evelyn Ortner” di Merano.

Uno sguardo “al maschile” lungo un secolo

Nell’Ottocento e, più ancora, nel Novecento il ruolo e l’immagine della donna nella società occidentale hanno conosciuto trasformazioni profonde e a tratti impetuose, che hanno progressivamente interessato ogni ambito sociale.

Anche la cartolina illustrata, come le fotografie, i manifesti di propaganda e le riviste, ha registrato alcune tappe di questo mutamento. Pronta a cogliere l’eco di ogni nuova moda e tendenza innovativa, i piccoli segnali dell’emancipazione delle giovani donne borghesi che fanno sport, che indossano i pantaloni, che guidano le prime auto, che fanno da perno alla vita elegante e notturna, la cartolina si dimostra un mezzo assai versatile. E, rispetto ai giornali, sopravvive a lungo, passa di mano in mano, conquista l’attenzione, per quel suo essere “messaggio che trasporta un altro messaggio”.

Nelle cartoline illustrate la donna appare raramente nella sua vera realtà. Di gran lunga più numerose sono le immagini “di fantasia” e “artistiche”, basate su fotomontaggi, disegni e pitture, nelle quali non compare la donna, ma la sua idealizzazione, nella secca alternativa tra la moglie-madre-sorella e la donna “leggera”.

Nelle cartoline si depositano e si confermano i sogni, i desideri, le pulsioni, i bisogni, le valenze affettive e simboliche della società in cui circolano, di chi le compra, le spedisce, le riceve, le conserva: un immaginario collettivo persistente e mutevole. Luoghi comuni, non certo inventati dalla cartolina, articolati in una casistica estremamente varia per tematiche, tipologie, livelli di gusto che oggi ritornano attraverso questo documento.

L’esposizione è organizzata in 6 sezioni: La Madre Patria; Battaglie d’amore; Prede del nemico e conquiste sul campo; Nelle retrovie; Moda alla militare; Il conforto, la preghiera e il ritorno.