MeSch

Material Encounters with digital Cultural Heritage

Il progetto europeo meSch

 

Tra il 2013 ed il 2016 il Museo della Guerra ha partecipato al progetto europeo meSch (Material Encounters with digital Cultural Heritage).

Il progetto, finanziato dal Seventh Framework Programme ‘ICT for access to cultural resources’ della Comunità Europea, ha visto la partecipazione di 12 partner, che si occupano di patrimonio culturale, design e comunicazione, provenienti da 6 diversi paesi europei, coordinati dall’Università Sheffield Hallam (Regno Unito).

Il progetto ha avuto l’obiettivo di permettere ai curatori dei musei di offrire ai visitatori nuove esperienze attraverso l’interazione con dispositivi interattivi (smart objects). L’intento è quello di disegnare, sviluppare e predisporre strumenti che connettano la dimensione fisica degli oggetti esposti nei musei con il patrimonio di informazioni disponibile su piattaforme digitali.
L’approccio utilizzato è quello del co-design, che prevede la collaborazione tra designers, sviluppatori informatici e curatori. Seguendo la filosofia del Do-It-Yourself (fai-da-te), l’obiettivo è la creazione di sistemi che permettano ai curatori museali di realizzare autonomamente dei dispositivi partendo da un campionario di modelli e ricorrendo a conoscenze tecnologiche di base.

Ruolo del Museo della Guerra è stato quello di collaborare nella sperimentazione di nuove tecnologie per comunicare con il visitatore e raccogliere informazioni sull’efficacia e applicabilità dei dispositivi predisposti da meSch.

Il Museo della Guerra ha collaborato alla realizzazione di 3 case studies.

 

1. Gli oggetti raccontano una storia

 

All’interno del Museo della Guerra è stata posizionata una vetrina interattiva che offre la possibilità ai visitatori di entrare in diretto contatto con alcuni oggetti originali e ricevere approfondimenti. Toccando e interagendo con gli oggetti esposti nella vetrina, vengono attivati contenuti audio e video che forniscono informazioni su come tali reperti sono stati prodotti e quale funzione avevano.

La vetrina è stata progettata e realizzata grazie alla collaborazione tra il Museo della Guerra, l’azienda trentina Ectrl Solutions e la Fondazione Bruno Kessler di Trento.

 

2. “Voices from the past in fort Pozzacchio”.
Sperimentazione nella Sezione artiglierie del museo

 

Tra il 20 ottobre e il 14 novembre 2015 è stata fatta una sperimentazione presso la sezione artiglierie della Prima guerra mondiale del Museo; nel 2016 è stata fatta una revisione delle tecnologie impiegate e le installazioni sono diventate permanenti.

Attraverso i dispositivi sviluppati da Sheffield Hallam University e la Fondazione Bruno Kessler di Trento, il Museo ha arricchito la propria proposta di visita, attraverso installazioni che offrono un approfondimento sull’impatto che la realizzazione del Forte Pozzacchio ebbe sulla vita degli abitanti del territorio. L’obiettivo era quello di integrare le informazioni offerte dal museo attraverso didascalie, pannelli e foto, con le informazioni relative a storie personali, offrendo ai visitatori un’esperienza significativa sul piano emotivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All’ingresso della sezione artiglierie i visitatori ricevono un oggetto attivante (simile ad un ciottolo), che attraverso la tecnologia NFC permette di attivare quattro installazioni interattive. Ogni stazione presenta più storie personali tratte da memorie di persone che hanno lavorato o combattuto dentro a forte Pozzacchio; i racconti vengono resi attraverso audio e immagini. I visitatori possono scegliere quale storia ascoltare e l’ordine di ascolto; l’oggetto attivante mantiene traccia delle scelte operate dal visitatore.

La prima stazione funge da check-in e offre una presentazione del funzionamento delle installazioni e un’introduzione storica sul forte Pozzacchio; la seconda stazione è dedicata alla costruzione del forte; la terza stazione è dedicata alle voci della popolazione civile e all’impatto del forte sulla loro vita; nella quarta stazione si sono  utilizzati diari di soldati italiani ed austro-ungarici relativi allo stesso episodio bellico.

All’uscita i visitatori riconsegnano l’oggetto attivante e ricevono una cartolina che offre un breve riassunto di ciò che si è ascoltato durante la visita. Una frase finale invita i visitatori a connettersi al sito del museo per trovare le storie e riferimenti bibliografici da cui sono stati tratti i racconti. L’obiettivo è quello di favorire il ricordo e la condivisione dell’esperienza, stimolando ulteriormente la curiosità dei visitatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 20 ottobre al 14 novembre 2015 ha avuto luogo uno studio di valutazione volto ad indagare l’efficacia dell’inserimento di contenuti digitali e spazi museali con caratteristiche fisiche “difficili”; l’adeguatezza dei contenuti digitali per creare esperienze coinvolgenti; la possibilità di sfruttare l’interazione con oggetti per favorire un legame personale e aumentare il coinvolgimento dei visitatori.

Per maggiori informazioni sul progetto clicca qui.

 

Il paper intitolato ” Writing Postcards from the Museum: Composing Personalised Tangible Souvenirs, scritto da Elena Not e Massimo Zancanaro (FBK-i3), Mark T. Marshall e Daniela Petrelli (Sheffield Hallam University) e Anna Pisetti (Museo Storico Italiano della Guerra), è stato premiato con il “Best Paper Award” al CHItaly 2017, svoltosi a Cagliari dal 18 al 20 settembre scorsi.
La ricerca analizza come le tecniche per la generazione di testo personalizzato possano essere applicate nel dominio del patrimonio culturale per produrre cartoline-souvenir personalizzate che sfruttano i log di interazione raccolti durante le visite del museo. La cartolina riepiloga la visita, crea un collegamento tra quello che è stato sperimentato e suggerisce ulteriori percorsi per la scoperta di nuovi contenuti.
Il paper è disponibile dalla biblioteca digitale di ACM (link).

 

3. Il Companion Novel nelle trincee della Prima guerra mondiale

 

Nel luglio 2014 sono stati sperimentati due prototipi disegnati e sviluppati dall’Università Sheffield Hallam, dalla Fondazione Bruno Kessler e dal Museo della Guerra.

II Companion Novel, realizzato dall’Università Sheffield Hallam e sperimentato nel 2013 presso il General Cemetery di Sheffield, è stato adattato per la visita alle trincee del Nagià Grom.
Il prototipo si presenta come un libro interattivo che il visitatore porta con sé durante la visita: sulle pagine del libro trova brevi testi, disegni e foto storiche; posizionando un segnalibro all’interno del volume, il visitatore seleziona il tema sul quale desidera avere informazioni.
Il sistema è pensato in modo da offrire al visitatore informazioni personalizzate: avvicinandosi ad uno dei punti di interesse (hotspots) viene attivato (attraverso un sistema Blue-tooth) un audio (trasmesso attraverso speaker) che fornisce informazioni coerenti con il tema scelto.
Il libro offre quattro filoni narrativi: gli ordini del giorno emanati dai comandi militari, la vita quotidiana dei soldati descritta nelle lettere e nei diari, la guerra vista dalle donne, le poesie scritte in trincea.

 

 

Il secondo prototipo è The Belt, una cintura dotata di un contenitore nel quale inserire delle carte illustrate aumentata con tags NFC che attivano il contenuto audio trasmesso dagli speaker disseminati lungo il percorso. Il dispositivo è stato pensato appositamente per questo sito storico, in modo da garantire al visitatore maggiore libertà di movimento.

Per saperne di più consulta il blog sul sito di meSch.

Per conoscere il progetto europeo meSch consulta il sito ufficiale www.mesch-project.eu

Se vuoi leggere i testi che hai ascoltato nella sezione artiglierie, consulta questa pagina materiali multimediali