Mori, Ala, Avio

Nei pressi dell’abitato di Ravazzone (Mori) è visitabile il campo trincerato austro-ungarico dell’Asmara, parte della linea austro-ungarica che dal monte Biaena scendeva verso l’Adige per poi risalire sul versante opposto della valle dell’Adige.
I lavori realizzati dalla Schützenkompanie “Destra Ades” e del Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale hanno permesso il recupero e la messa in sicurezza di trincee, gallerie e ricoveri.

Testimonianze della linea italiana che scendeva dal monte Baldo e proseguiva verso lo Zugna rimangono in località la Villetta, vicino a Chizzola, e nei pressi di Marani.

Da Ala, dove si concentravano i comandi italiani, un sistema di strade portava alle postazioni di artiglieria in quota, come le cannoniere dei Busoni alla Sega sull’altopiano dei Lessini.
Una strada militare porta a passo Buole, dove il 29 e il 30 maggio 1916 reparti delle brigate Taro e Sicilia fermarono l’offensiva austriaca.

Lungo la strada statale 12 nei pressi di Serravalle, un cippo indica il luogo dove il 29 ottobre 1918 rappresentanti austriaci proposero agli italiani la sospensione dei combattimenti.
Condotti a villa Pellegrini Malfatti ad Avio e a villa Guerrieri Gonzaga a Borghetto, furono trasferiti a villa Giusti a Padova, dove il 3 novembre 1918 venne firmato l’armistizio.

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