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Donati al Museo della Guerra di Rovereto 1.109 distintivi militari e stemmi patriottici austro-ungarici

Donati al Museo della Guerra di Rovereto 1.109 distintivi militari e stemmi patriottici austro-ungarici

Donati al Museo della Guerra di Rovereto 1.109 distintivi militari e stemmi patriottici austro-ungarici

Lo storico vicentino Alberto Lembo ha donato al Museo della Guerra la propria collezione di 1.109 Kappenabzeichen militari e stemmi patriottici dell’impero austro-ungarico datati tra il 1914 e il 1918, che vanno ad aggiungersi ai 755 esemplari già presenti nelle collezioni del museo.

Lembo, già consulente del Capo del cerimoniale della Repubblica al Ministero degli esteri, dal 2004 al 2010 presidente della Commissione di studio sulle onorificenze della Repubblica e parlamentare per due legislature, ha curato insieme al Museo l’ampio catalogo, appena pubblicato, che descrive nel dettaglio l’intera collezione. Il catalogo, già disponibile presso il bookshop del Museo, sarà presentato a breve.

“Donare tutto questo materiale che ho raccolto un po’ dappertutto nell’arco di un decennio al Museo della Guerra mi dava la garanzia che questo corpus, unito a quello già presente nelle collezioni del Museo, potesse costituire una realtà utile a molti e utilizzabile da chi è interessato a studiare e conoscere un particolare aspetto della storia militare”, sottolinea Lembo, convinto che “questa collezione che ho donato sia, per consistenza e qualità, di rilevanza nazionale e che, unita a quella del Museo della Guerra, assuma un valore europeo”.

I distintivi da berretto austro-ungarici erano stampati da soggetti pubblici e privati (comitati e associazioni, comandanti di reparto, ad esempio) per essere venduti ai soldati per raccogliere fondi per l’assistenza agli orfani, alle vedove, ai feriti, ai mutilati. Erano molto ricercati in quanto riportavano i riferimenti ai diversi reparti militari. Erano quindi, in qualche modo, simboli identitari producendo atteggiamenti di coesione sul piano sociale, politico e di appartenenza.
Spesso la qualità delle decorazioni (la stella alpina, la bandiera, l’immagine dei comandanti, monumenti, figure allegoriche, per esempio) era molto elevata e attualmente sono molto ricercati dai collezionisti. Si tratta di materiali significativi per la comprensione della cultura di guerra. La raccolta donata da Alberto Lembo comprende anche distintivi più genericamente patriottici rivolti ai civili.

“La donazione — sottolinea Alberto Miorandi, presidente del Museo della Guerra — è anche un riconoscimento significativo per il lavoro che da anni viene svolto dall’istituzione museale che presiedo in questo come in altri campi della ricerca, raccolta e valorizzazione dei documenti materiali riguardanti i conflitti otto e novecenteschi. Un lavoro che ha visto la collaborazione di numerosi storici. Ritengo che questo tipo di documentazione sia importante per lo sviluppo della ricerca storica in questo settore e non solo sulla Grande Guerra”.

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