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Armi antiche (XVI-XIX secolo)

Il nucleo principale delle armi antiche proviene dalla collezione Riccardo Caproni, donata al Museo nel 1949. Altra parte proviene dalle collezioni di Giovanni Malfer, uno dei fondatori e in seguito provveditore del Museo.

Pur non essendo documentata la provenienza di tali armi, si può ritenere che il bacino di provenienza sia l’area trentina.
Complessivamente il numero delle armi antiche ammonta a circa 750 pezzi, databili fra il primo ‘500 e il periodo napoleonico. Il Museo conserva anche, in numero limitato, materiali anteriori al ‘500, provenienti da scavi archeologici.

Le armi bianche costituiscono la serie più ampia ed articolata (oltre 250 pezzi); sono presenti spadoni a due mani, stocchi, spade da cavallo e da lato, pugnali e stili.

Il corposo gruppo delle armi in asta è di buona qualità e ricco di varianti; più ridotta invece la raccolta di armi da getto.


Le armi da fuoco formano, con le loro parti e accessori, una serie di quasi 200 pezzi: moschetti a miccia, fucili e pistole a ruota, a pietra e a percussione di inizio ‘800, fiasche per la polvere, bandoliere, prova polvere.

Attualmente solo una parte della collezione è esposta in sala Caproni e in sala Castelli.

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Artiglierie

La collezione di artiglierie comprende pezzi completi o parti significative di essi, esemplificativi di un periodo storico che va dalla fine del XV secolo alla fine del XX; l’area di provenienza è prevalentemente europea, ma sono presenti anche pezzi di area mediorientale e del sud-est asiatico.

Tra le artiglierie antiche, di notevole interesse sono: una bombarda in ferro fucinato; quattro mascoli in ferro fucinato per antiche bombarde; il cannone di Thun (XVI secolo); alcune lantacas in bronzo (artiglierie indonesiane); un fucilone da spalto.
Nella nuova sezione Artiglierie 1914-1918, il Museo espone una quarantina di pezzi di artiglieria italiani, austro-ungarici, tedeschi, inglesi della Prima guerra mondiale: bombarde, mortai, obici e cannoni. La collezione, che si apre con un cannone italiano 149 mm A, espone alcuni pezzi molto rari: un cannone austro-ungarico da 83,5/60; un obice inglese da 6’’ Mark 1; Minenwerfer tedesco da 76 mm M 16.

La raccolta rappresenta la più ampia esposizione tematica oggi visitabile nel nostro Paese e comprende anche materiale di munizionamento (granate, spolette e bossoli).

Un mortaio austro-ungarico Skoda da 30,5 cm, forse l'ultimo esemplare ancora visibile, è oggi esposto nell’antistante piazza Podestà.

Nel cortile del castello è presente un raro cannone da fortezza da 7 cm L/42.

Delle collezioni fanno parte anche pezzi della seconda guerra mondiale: cannoni tedeschi anticarro; cannoni russi (122 e 152 mod. 37); un raro cannone antiaereo Skoda 75/50.

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Armi moderne (XX secolo)

La collezione di armi moderne del Museo della Guerra è particolarmente ricca e comprende: fucili e accessori relativi, mitragliatrici, pistole e revolver, fucili mitragliatori. Tra le armi bianche baionette, pugnali, daghe e spade. La raccolta di mine antiuomo e di mine anticarro è particolarmente consistente e significativa e presenta esemplari che vanno dal primo conflitto mondiale ai giorni nostri.  

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Onorificenze e Decorazioni

Il Museo conserva onorificenze e decorazioni della prima guerra mondiale, sia di parte italiana sia austro-ungarica, del periodo coloniale, della seconda guerra mondiale.
Notevoli le collezioni di decorazioni rumene e americane.

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Manifesti

Salvo alcuni pezzi risalenti all’inizio del XIX secolo, la collezione è costituita da oltre 1000 manifesti prodotti durante i due conflitti mondiali e nell’immediato secondo dopoguerra.



Nella collezione si distinguono in particolar modo: manifesti di propaganda e per la sottoscrizione di prestiti nazionali (austro-ungarici e italiani) risalenti alla Prima guerra mondiale; il lascito di Don Rossaro, che conserva materiale raccolto durante la guerra a Rovigo; manifesti sulla campagna di informazione su mine e ordigni inesplosi; manifesti della RSI; manifesti dell’occupazione tedesca ed alleata (proclami Alexander); numerosi sono i manifesti relativi alle elezioni del secondo dopoguerra. Consistente anche la collezione di volantini ed altro materiale propagandistico diffuso durante i due conflitti mondiali (in particolare nella Grande Guerra) dalle parti belligeranti, volti a motivare i propri soldati e a scoraggiare e incitare la resa dei nemici.
Il fondo delle cartoline conservate nell’archivio del Museo è molto consistente (circa 20.000 pezzi) e di elevato interesse sia artistico sia documentario, valorizzato anche con mostre e pubblicazioni.

Parte del materiale è esposto nelle sale, ma la maggior parte è conservata in archivio.

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Uniformi

Sono conservate circa 900 uniformi dei vari eserciti impegnati nella Prima guerra mondiale e nelle Seconda guerra mondiale. Interessante la raccolta di uniformi risalenti al periodo coloniale.

Sono presenti inoltre un consistente numero di divise moderne; si segnala la collezione di divise mimetiche “Alessandro Cirla” donata recentemente al Museo dalla famiglia.
Il museo raccoglie inoltre una ricca selezione di uniformi dell’esercito svizzero dalla prima guerra mondiale ai giorni nostri.

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Modellini

Il Museo conserva modellini di artiglierie e di automezzi.
Originale e consistente (circa 180 pezzi) la raccolta di figurini di Sciacca, statue in ceramica rappresentanti soldati dello stato italiano e degli stati preunitari, donate al Museo dal Generale Dodoli.
   

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Opere pittoriche

Fin dai primi anni il Museo organizzò una propria collezione di opere pittoriche, arricchitasi notevolmente nel corso del tempo. Tra gli autori più conosciuti che il Museo conserva ed espone parzialmente: Pietro Morando (raccolta di Giovanni Balbis), Anselmo Bucci; Federico von Rieger; Armani; Chini; Coelli; opere dello studio di Nedomansky; opere create da artisti trentini in occasione della mostra “No war” del 1993.

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La guerra quotidiana

Il Museo conserva una ricca serie di piccoli oggetti prodotti dai soldati all’interno delle trincee, nei momenti di pausa e attesa, o oggetti di produzione artigianal-seriale, chiaramente improntata a motivi guerreschi (cimeli, soprammobili, ma anche tazze e bicchieri, vasi, piatti, giocattoli…) il cui scopo era chiaramente propagandistico.

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