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La guerra italo-austriaca 1915-1918

Sala Campana ospita un’esposizione intitolata “La guerra italo-austriaca. le vicende e la memoria”. La prima sezione del percorso è dedicata alle vicende sul fronte italo-austriaco tra lo scoppio della guerra e l’armistizio; in mostra una selezione di uniformi e alcuni documenti quali il proclama di Vittorio Emanuele III con l’annuncio dell’ingresso in guerra dell’Italia, una targa confinaria tra l’Impero austro-ungarico e il Regno d’Italia, cimeli di prigionia.

La seconda sezione è dedicata al tema della memoria della guerra e alla sua centralità nel discorso pubblico del nostro Paese. Uno spazio è dedicato alla costruzione dei monumenti ai caduti, ai sacrari militari e alla memoria degli irredentisti. Il nuovo allestimento è parte del percorso dedicato alla Prima guerra mondiale che il Museo propone ai visitatori nel periodo in cui alcune sale sono interessate da lavori di restauro.





Da Napoleone alla Prima guerra mondiale

L’occasione del 90° anniversario della fine della Grande Guerra coincide per il Museo della Guerra di Rovereto con l’inaugurazione di tre nuove sale che accompagnano il visitatore dall’Ottocento al primo conflitto mondiale. Esse offrono l’occasione per comprendere in modo nuovo una vicenda che non smette di catturare la nostra attenzione e che rappresenta un tassello imprescindibile della nostra identità di cittadini italiani ed europei, l’epopea da cui è nata gran parte della nostra storia recente e la fonte di tante memorie.

Cento anni separano la fine delle guerre di Napoleone dalla tempesta che attraversò l’Europa tra il 1915 e il 1918. “Appena” cento anni, verrebbe da dire, perché in quell’arco di tempo l’Europa ed il mondo conobbero una profonda trasformazione. In quei cento anni cambiò ogni cosa: la politica, la società, l’economia, le relazioni tra paesi e nazioni.




Cambiò anche il modo di combattere le guerre: dai fucili a pietra focaia, ad avancarica e ad un solo colpo, si passò ai fucili a retrocarica e a più colpi. Si inventarono armi nuove e più potenti: la mitragliatrice, le corazzate, si produssero artiglierie in grado di colpire a decine di chilometri, si adottarono i gas letali, si inventarono il volo e la guerra aerea. Gli stati si sentirono sempre più potenti e i soldati si uccisero a milioni, come mai prima era successo.

Dal 31 ottobre 2008 un percorso nuovo nel Museo parla di tutto questo e i visitatori trovano temi e materiali inediti, accanto a spettacolari riscoperte.



Armi e soldati nell’Ottocento



Nella prima sala viene presentata e raccontata la grande trasformazione della guerra e delle armi da Napoleone I alla Grande Guerra, con materiali del Museo di Rovereto o prestati da altre istituzioni. Sono esposte uniformi ottocentesche, il fucile a pietra focaia dei miliziani di Andreas Hofer, l’arma a retrocarica con cui nel 1867 i francesi sconfissero Garibaldi a Mentana, la mitragliatrice della guerra di Secessione americana, le artiglierie austriache dei primi forti trentini, fino al siluro prodotto alla fine dell’800 dalla Whitehead di Fiume.




Il Risorgimento in salotto

L'Ottocento fu anche il tempo del Risorgimento italiano. Una seconda sala, grazie all'importante donazione di Anna e Romain H. Rainero, ne racconta la storia attraverso ceramiche, quadri e oggetti che celebrano gli episodi militari e i personaggi che ne hanno popolato le vicende: Cavour e Mazzini, Vittorio Emanuele II, Umberto I e la Regina Margherita, Napoleone III e Francesco Giuseppe I.








Una guerra “grande”. 1914-1918

La terza sala illustra le ragioni per cui il conflitto 1914-1918 fu chiamato "Grande Guerra": lo sforzo industriale, la mobilitazione di milioni di uomini e di donne al fronte, nelle fabbriche, nelle campagne e nell'assistenza, lo sviluppo dell'aviazione e i nuovi mezzi di comunicazione, la rivoluzione della propaganda, la violenza sulle popolazioni civili, l'invenzione di nuove terribili armi, i massacri e i genocidi, fino al lutto per i milioni di morti. Tutto assunse dimensioni mai prima immaginate. La sala introduce alla Grande Guerra, al suo sviluppo cronologico, alle vicende che hanno coinvolto il Trentino e i Trentini.

Il Nieuport 10, il rarissimo aereo che da decenni era “scomparso” dalle sale del Museo, vi torna completamente restaurato. L'aereo è accompagnato da immagini cinematografiche d'epoca rielaborate dai registi Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. Nelle quali seguiamo lo sguardo dell'aviatore che per la prima volta vive l'esperienza della terra vista dal cielo e trasmette l’illusione di potersi staccare da quella guerra di trincee che ha segnato in modo indelebile il territorio del fronte e la nostra raffigurazione del conflitto.
Da quel punto il racconto del Museo si dipana lungo il percorso tradizionale.